L'adozione nelle nostre
Comunità psichiatriche del percorso sperimentale di riabilitazione terapeutica
e psicosociale obbliga tutte le Operatrici e gli Operatori sanitari e sociali a
riflettere quotidianamente sul lavoro che si va a svolgere, allo scopo di
affinare i metodi, innovare e perfezionare le procedure, migliorare la qualità
dei trattamenti a favore delle persone in carico.
Tutto ciò postula la piena
consapevolezza da parte delle colleghe e dei colleghi che la meta non è stata
ancora raggiunta, che saremo chiamati a introdurre cambiamenti e miglioramenti
ulteriori nella prassi riabilitativa, man mano che si evidenzieranno le lacune
e le incongruenze, che la collaborazione, anche critica, da parte di tutti è indispensabile.
In particolare, le
relazioni che vengono redatte periodicamente dai nostri Helper, oltre che
monitorare la evoluzione dei progetti di riabilitazione psico-sociale, dei Laboratori
e dei frequentanti, costituiscono un patrimonio notevole di riflessioni, di studi,
di metodologie applicate, oltre che di risultati conseguiti nel delicato ambito
della RPS.
Più si procede nella
pratica da noi sperimentata, più i materiali raccolti costituiscono preziosi
contributi per l'analisi scientifica del disagio mentale e per la conoscenza
delle prassi che occorre attuare per addivenire alla soddisfazione dei bisogni,
all'esercizio dei diritti e al ben-essere dei nostri Familiari.
Ovviamente, non tutti i lavori fin qui
prodotti corrispondono alle finalità desiderate, indulgendo in alcuni casi nella
mera descrizione dei fatti che si riferiscono all'attività svolta dal Terapeuta
e dal Sofferente, senza nessuno sforzo di introspezione. Talora le relazioni
risultano generiche nella descrizione temporale dei fenomeni, risultato di osservazioni
discontinue o di non adeguato approfondimento delle cause profonde che
presiedono ai comportamenti e agli atteggiamenti dei nostri Amici.
Allo scopo di stimolare le
colleghe e i colleghi alla riflessione, all'approfondimento dei saperi, delle
metodologie, delle tecniche che informano il nostro difficile lavoro, per
affinare le capacità e la sensibilità personali e per cogliere in maniera
efficace l'impatto che l'esperienza terapeutica determina nel Malato, il CdA ha
deliberato di istituire il "PREMIO" mensile per la migliore relazione di
verifica prodotta.
Va immediatamente precisato
che non è importante la forma degli elaborati e neppure la loro ampiezza,
quanto la precisione dei mutamenti psicologici e sociali registrati nel tempo
considerato e i raffronti fra la realtà attuale rispetto a quella precedente e
la capacità di percepire le linee di tendenza in prospettiva.
Si raccomanda, inoltre, di
non perdere mai di vista che:
le attività laboratoriali
di qualsiasi genere non sono mai fine a se stesse, né sono la
RPS. Esse sono, invece, sempre strumentali
alla riabilitazione psicosociale, poiché ciò che rileva non sono le abilità e
le destrezze, bensì la relazione e l'esperienza in comune Operatore/Malato che quello
specifico linguaggio realizza ai fini del mutamento personale, sociale, oltre
che clinico;
le abilità o le capacità
raggiunte e rilevate in termini qualitativi e quantitativi o anche non
raggiunte dal Portatore di disagio psichico segnalano la sua evoluzione o la
stazionarietà, ma non sempre ci dicono molto circa la profondità della crisi
esistenziale e il livello della sofferenza. Per cui è bene non fermarsi alla
semplice registrazione della pratica e dell'atto atteso, anche se
abitudinariamente ripetuto, ma compiere uno sforzo maggiore di immersione,
immedesimazione e trasfusione coscienziale, perché solo attraverso di esso è
possibile lavorare per la guarigione del nostro Familiare e solo esso dà senso
e valore al nostro impegno;
ciò che conta e deve essere
rilevato nella relazione è il percorso relazionale, psicologico, è la capacità
del Malato di stare insieme al suo terapeuta, di camminare insieme a lui, di
riprendere in mano il filo conduttore del proprio progetto di vita. E' il
processo che ha condotto o meno il Disabile mentale al risultato sparato,
espresso in termini di sentimenti, emozioni, di apertura verso spazi nuovi dei
pensieri, dell'essre e del conoscere, verso vissuti interiori reali, stati
d'animo che hanno determinato l'approccio positivo e la permanenza, ovvero il
rifiuto. E' il processo mediato dall'oggetto del Laboratorio o dalla URC.
Le relazioni devono perciò
evidenziare i mutamenti che il percorso riabilitativo ha determinato nella
Persona in carico, sia di carattere clinico che sociale, rilevando per
quest'ultima dimensione o i criteri acquisiti, quale differenza tra quelli
posseduti all'inizio e quelli in esito al segmento in atto oppure le
percentuali di abilità/competenze sociali registrate nella URC/Area di
competenza.
La relazione, inoltre, deve
contenere le proposte dell'Operatore responsabile del Laboratorio o della URC
circa l'evoluzione del percorso terapeutico del Familiare, indicando i nuovi
prevedibili obiettivi che si potranno perseguire nel breve periodo (Unità di verifica
o Modulo), al fine di consentire al Comitato Tecnico Scientifico di pervenire
alla sintesi del nuovo PTRI.
Allo scopo di poter
ottenere relazioni ricche di contenuti, di osservazioni di vissuti, fatti e
comportamenti psico-fisici reali e quantificati nel tempo di riferimento sarà
opportuno adottare il taccuino di bordo, sul quale verranno annotate le
osservazioni più salienti, che poi verranno sintetizzate nell'elaborato finale
di verifica.
L'assegnazione del Premio
avverrà a cura del Comitato di valutazione costituito dal CdA e costituito da
tre componenti indipendenti rispetto agli organici delle strutture
psichiatriche.
Il Comitato, sulla base dei
criteri e dei punteggi sotto indicati, redigerà la graduatoria di merito e
indicherà la relazione prima in classifica in quel dato mese, alla quale verrà
assegnato il premio di 100 euro:
coerenza tra attività svolta, PTRI e obiettivi fissati per il laboratorio
o URC affidata; (Punti 6)
capacità di osservazione,
introspezione e monitoraggio degli stati d'animoi; (Punti 10)
capacità di riflessione
sulle cause che hanno influito sul raggiungimento degli obiettivi;(Punti 6)
creatività nella
metodologia seguita per il raggiungimento del risultato;(Punti 4)
apprezzamento autocritico del
lavoro svolto. (Punti 4)
nell'ambito dei suddetti
criteri, le relazioni che pongono in evidenza al massimo livello le tematiche
descritte al punto 3 potranno aspirare di conseguire la valutazione più
elevata, vale a dire 30/30.
Le relazioni che
privilegeranno solo in parte le ragioni del processo riabilitativo verranno,
invece, valutate con punteggi inferiori, in funzione del contenuto dell'intero
elaborato.
Infine, le relazioni che
risulteranno meramente descrittive delle attività svolte e delle abilità
conseguite o meno dal Malato saranno valutate con punteggi inferiori a 21/30.
Per la valutazione delle
relazioni ciascun componente del Comitato esprimerà riservatamente il punteggio
in trentesimi e in seduta collegiale verranno vagliati tutti gli elaborati che
hanno conseguito la migliore votazione. Risulterà premiata la relazione che
mediamente avrà raggiunto il punteggio più elevato, purchè non inferiore a 24
punti.
Le relazioni premiate
verranno lette e commentate nella prima assemblea generale dei soci e delle
socie di Città Solidale.